Plateario

I risultati del lavoro realizzato sono stati pubblicati sulla rivista dalla T.E.A. Apollo – Bollettino dei Musei Provinciali del Salernitano, n. XXII/2006. Il titolo dell’articolo è “Il manoscritto del maestro Plateario tra cultura e tecnologia”.

La digitalizzazione della Practica Brevis è stata finanziata dall’Amministrazione Provinciale di Salerno

CommittenteAmministrazione Provinciale di Salerno

Obiettivirestituire La Practica Brevis alla città in una forma del tutto nuova, offrendo la possibilità, a chiunque desideri sfogliarlo, di farlo virtualmente, evidenziando, inoltre, caratteristiche e particolari nel testo difficilmente visibili ad occhio nudo.

Soluzioni tecniche adottateE’ stata condotta sul manoscritto del maestro Plateario un particolare tipo di indagine, detta riflettografica, che ha previsto l’utilizzo di una camera multispettrale, strumento dalle potenzialità elevate, che, differentemente dalla normale camera digitale, consente di acquisire immagini in diverse bande dello spettro elettromagnetico.


Cos’è la Practica Brevis
Nella primavera del 2003 l’Amministrazione Provinciale di Salerno ha acquistato ad un asta di Christie un antico manoscritto, attribuito al maestro Giovanni Plateario, esponente di una prestigiosa famiglia salernitana che contribuì a rendere famosa la Scuola Medica sorta nella città. Si tratta di un documento di 60 pagine, di piccole dimensioni (177×118 mm.), contenente un excursus sulle cause delle più diffuse malattie, sui sintomi manifestati e sulle possibili cure. Particolarità del documento è quella di essere suddiviso in fascicoli (9 per l’esattezza) di diversa consistenza; di grande valore storico è, inoltre, la presenza in alcuni fogli (dal 17 al 23, corrispondenti al terzo fascicolo) di un palinsesto, recante testi liturgici.
Attività
Nel luglio del 2004 è stata condotta sul manoscritto del maestro Plateario un particolare tipo di indagine, detta “riflettografica”, che ha previsto l’utilizzo di una camera multispettrale, strumento dalle potenzialità elevate, che, differentemente dalla normale camera digitale, consente di acquisire immagini in diverse bande dello spettro elettromagnetico. Lo scopo dell’analisi, è stato quello di restituire il prestigioso documento alla città in una forma del tutto nuova, offrendo la possibilità, a chiunque desideri sfogliarlo, di farlo “virtualmente”, evidenziando, inoltre, caratteristiche e particolari nel testo difficilmente visibili ad occhio nudo. La tecnologia che sta alla base dell’indagine riflettografica condotta sul testo del Maestro Plateario viene definita Imaging Multispettrale e consente di identificare nei dipinti e nei testi elementi che, oltre a costituire fattore di curiosità, si rivelano di grandissima utilità per i restauratori e per gli storici.

L’acquisizione del documento è stata effettuata presso la Biblioteca dell’Amministrazione Provinciale di Salerno in maniera completamente non invasiva dal momento che la camera non ha mai “toccato” il documento, senza, peraltro, che la risoluzione delle immagini abbia subito variazioni negative. L’acquisizione è stata effettuata nelle bande del visibile, dell’infrarosso e dell’ultravioletto. L’analisi agli infrarossi porta a concludere che l’inchiostro utilizzato possa essere iron gallic (ferro gallico) che, per la sua composizione chimico-fisica, viene assorbito completamente nello spettro dell’infrarosso. Il documento è stato restituito in formato html (in italiano e inglese) che consente di sfogliare virtualmente un documento così pregiato senza “toccarlo” e senza correre il rischio di danneggiare ulteriormente le pagine rese già fragili dal tempo.