RES.T.Arts

Restoration Tools for Arts

Il progetto, conclusosi nel febbraio del 2009, è stato finanziato con i fondi del POR Calabria 2000-2006 Misura 3.16. La partnership, oltre alla T.E.A. in veste di coordinatore, è stata composta dall’Istituto di Scienze e Tecnologia dell’Informazione del CNR (Pisa), dall’Istituto per i Processi Chimico-Fisici del CNR (Pisa), dal Dipartimento di Meccanica dell’Università della Calabria (Cosenza) e dal Liaison Office dell’Università della Calabria (Cosenza).

CommittenteRegione Calabria

ObiettiviSperimentazione e test di algoritmi innovativi per il trattamento di immagini iper/multispettrali, in grado di elaborare più bande contemporaneamente, di facile uso anche per utenti non esperti, che garantiscano il controllo della scientificità delle operazioni applicate al fine di effettuare il restauro virtuale dei manufatti oggetto di indagine.

RisultatiSono stati sviluppati algoritmi innovativi per la registrazione di immagini multispettrali e per il restauro virtuale (miglioramento della leggibilità, eliminazione di interferenti e rilevazione di pattern nascosti o mascherati). La camera multispettrale è stata migliorata con l’aggiunta di 2 filtri ulteriori nella regione dell’infrarosso.

Il sistema è stato testato, con ottimi risultati, presso la Biblioteca nazionale di Napoli e la Biblioteca Medice-Laurenziana di Firenze.


Attività
L’obiettivo del progetto consiste nella sperimentazione e test di algoritmi innovativi per il trattamento di immagini iper/multispettrali, in grado di elaborare più bande contemporaneamente, di facile uso anche per utenti non esperti, che garantiscano il controllo della “scientificità” delle operazioni applicate al fine di effettuare il restauro virtuale dei manufatti oggetto di indagine, approfondendo le linee di ricerca già avviate in seno all’azienda e utilizzando l’attrezzatura multispettrale già in possesso della TEA, in particolare la camera digitale CCD con filtro tunabile, con l’ulteriore obiettivo di potenziarne le caratteristiche per quel che concerne le capacità di acquisizione nel range dell’infrarosso.
L’aspetto innovativo della proposta sta, da un lato, nella possibilità di testare algoritmi per il restauro virtuale, per esempio per migliorare la leggibilità o l’evidenziazione di parti nascoste su manufatti artistici, dall’altro nel fatto che tali algoritmi saranno assolutamente user-friendly, adeguati alle esigenze dei potenziali utenti.